Possiamo prepararci a tali cambiamenti?

Tarcisio Bonotto – Istituto di Ricerca PROUT

Quanta acqua vediamo scorrere sotto i ponti durante la tempesta e le piogge intensive? Ci è mai venuto in mente di conservare quell’acqua preziosa, quell’oro bianco, per i nostri futuri fabbisogni? Piangiamo però quando questo liquido prezioso ci manca nella stagione secca, per l’alimentazione e le coltivazioni.

Non è anche colpa nostra, se non vediamo i segni dei tempi, i cambiamenti in atto? Come persone dotate di intelletto dovreste essere pronti … per far fronte a dei cambiamenti giganteschi. In precedenza il periodo dei temporali a Calcutta (India) era di sera dalle 18.00 alle 21.00. Ora sono le 4.15 del pomeriggio e sta infuriando la tempesta. La stagione sta cambiando – stanno avvenendo dei grandi mutamenti climatici”.

Ma come, se non è chiaro ancora o solo in parte quali ne siano le cause, e le eventuali soluzioni?

 

Il dibattito è in corso: quali sono le cause e quali le soluzioni al cambiamento epocale del clima dell’intero pianeta?

P.R. Sarkar l’aveva detto nel 1986, in tre suoi articoli, pietre miliari per comprendere le modifiche geologiche e fisiche in atto:

  1. I poli terrestri spostano le proprie rispettive posizioni
  2. L’avvento della prossima Era Glaciale
  3. Conservazione dell’acqua

Nel primo articolo del 1986, suggerisce 3 cause fondamentali di questi cambiamenti climatici (da ora CC), avvenuti già molte volte sul nostro pianeta.

  1. Iniziato spostamento dei Poli Terrestri geografici: il Polo Nord geografico si sta muovendo verso sud in direzione dell’emisfero EST, e il Polo Sud geografico si sta muovendo verso Nord in posizione opposta. Non è detto che la loro distanza relativa rimanga invariata.
  2. Modificata velocità angolare di pianeti, galassie, nebulose che influenzano il magnetismo del ns. pianeta.
  3. Deforestazione intensiva che aumenta la CO2 e amplifica gli effetti dei CC.

Per la terza causa potremmo fare qualche cosa, con progetti di riforestazione e conservazione dell’acqua, per le prime due cause invece … bisogna affidarsi alla provvidenza. Ci sono soluzioni già in atto, dei progetti locali, non solo per adattarsi ai CC, ma per modificare l’equilibrio ecologico locale in molti paesi.

Lo spostamento della posizione dei poli geografici terrestri, afferma Sarkar, è avvenuto oltre 70 volte nel corso dell’evoluzione della vita sulla terra. E ciò è successo anche negli altri pianeti del sistema solare.

Abbiamo due cause di carattere cosmologico a cui non possiamo metter mano, la seconda in particolare, la variata velocità angolare di corpi celesti, meteore, nebulose, galassie, influenza in toto il magnetismo terrestre.

La terza causa sulla quale possiamo agire è la continua massiccia deforestazione che causa innalzamento del livello di CO2, delle temperature medie, erosione del suolo, desertificazione. Parola d’ordine per Sarkar: riforestazione decentralizzata sul territorio.

 

Nel secondo articolo, P.R. Sarkar ci ricorda ciò che gli scienziati vanno già dicendo da tempo, che dopo un’inversione dei Poli Terrestri Geografici di solito si entra in una fase definita Era Glaciale. Sarkar lo conferma, ma ci incoraggia dicendo che allora l’umanità sarà avanzata tecnologicamente a tal punto da poter fare fronte a tale condizione estrema.

 

Nel terzo articolo, Sarkar ci descrive delle soluzioni alla penuria di acqua potabile, che già nel 1986 diceva aveva toccato diversi paesi nel mondo e che nel 2010 sarebbe diventata cronica per molti altri. Ricordiamo che in Sud Africa, a Joannesburg, è stato messo in atto il razionamento dell’acqua a 50 litri a testa per i circa 4 milioni di abitanti.

A causa della modifica delle precipitazioni, dovute a qualsivoglia ragione, come lo stop alla corrente del Golfo, la modifica dei venti, andremo incontro a minore disponibilità di acqua. Aggiungiamo che quella dei fiumi e dei laghi è sempre più inquinata, e che i ghiacciai si stanno sciogliendo con previsioni poco allettanti per l’immediato, prossimo futuro. Che cosa ci rimarrebbe da fare?

Sarkar ci viene in soccorso, ancora una volta, suggerendo un programma integrato di CONSERVAZIONE DELL’ACQUA PIOVANA:

  1. Raccogliere l’acqua piovana dove cade in laghetti, invasi, stagni sparsi sul territorio. In queste condizioni non servono grosse dighe o bacini, ma molti invasi distribuiti sul territorio.
  2. Gli agricoltori dovrebbero dotarsi, con l’aiuto pubblico, di bacini per l’irrigazione sufficienti per le loro colture.
  3. Riforestazione delle rive dei fiumi e dei laghi. Con la presenza dell’acqua questa soluzione diventa fattibile e permette di controllare l’erosione del suolo, di diminuire le temperature medie stagionali, creare un microclima locale adeguato per la vita, modificare e riequilibrare l’ecosistema, importante per mantenere il ciclo vegetale e animale integrato.
  4. Aumento della superficie utile dei bacini per la conservazione dell’acqua potabile e poi aumento, in seconda battura, della loro profondità in modo da decuplicarne la capacità.

 

Sarkar ribadisce in modo semplice che:

  1. la desertificazione viene combattuta con la riforestazione decentralizzata sul territorio
  2. le piante hanno bisogno di acqua, e perciò
  3. il programma di conservazione dell’acqua piovana, raccolta dove cade, è il miglior sistema da utilizzare a tale scopo.

 

Vi sono degli esempi del sistema ideato da Sarkar che funzionano? Si proprio ad Ananda Nagar, un’ampia area del Distretto di Purulia, del West Bengala, 250 km ad Ovest di Calcutta, India. (http://irprout.it/?p=3949)

Non solo anche nel Madya Pradesh, stato centrale dell’India, territorio soggetto all’enorme pressione della stagione dei monsoni, 3 mesi, e di siccità per altri 9 mesi. In questo paese è partito un programma generale di conservazione dell’acqua piovana, che cade durante il periodo dei monsoni, circa 1000 mm, in invasi creati soprattutto dagli agricoltori. E’ stato risolto il problema dell’irrigazione dei campi, invece di un raccolto oggi se ne fanno 3 o 4, senza intaccare le falde acquifere, che nel frattempo sono state rialimentate.

 

Riferimenti:

  1. I poli terrestri spostano le proprie rispettive posizioni (http://irprout.it/?p=3365)
  2. L’avvento della prossima Era Glaciale (http://irprout.it/?p=3356)
  3. Conservazione dell’acqua (http://irprout.it/?p=3949

(www.irprout.it – Istituto di Ricerca PROUT)

 

Cambiamenti climatici: cause e soluzioni.

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